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STORIA di MIELINA, ape birichina

In un alveare viveva Mielina.
Prima di raccontare la sua storia cerchiamo però
di conoscere un po'
il suo ambiente.

Dovete sapere che le api vivono nelle arnie.
Queste devono essere sollevate da terra.
Non devono poggiare sul terreno perché le api temono l'umidità.
Queste loro case vanno aperte il meno possibile.
Le api non devono essere disturbate.
Le api sono insetti molto laboriosi.
Se la stagione lo permette, lavorano dall'alba al tramonto.
In letargo non ci vanno mai.
Trascorrono l'inverno raggruppandosi nel cuore dell'alveare e scaldandosi vicendevolmente.
Per mantenere il calore necessario a sopravvivere riducono le loro attività vitali e consumano le scorte di miele, che con molta previdenza hanno accantonato.
Nelle belle giornate invernali, quando il sole riesce ad intiepidire per qualche ora l'aria del giorno, qualcuna tra le più' coraggiose tenta sporadiche sortite.
Ma accade di rado.
Sono le api operaie a svolgere tutti i lavori.
Oltre ad avere il compito di mantenere pulito l'alveare, si devono prendere cura della regina e delle larve, raccogliere il polline ed il nettare dai fiori, produrre il miele.
E non hanno neppure un sindacato che le tuteli!
Ma le mansioni non finiscono qui perché hanno anche compiti militari: devono difendere la colonia dagli intrusi.
Così alcune montano di guardia all'ingresso.
E' loro anche il compito di proteggere la colonia dal caldo dell'estate. Quando all'interno dell'alveare la temperatura é troppo alta, cominciano a battere velocemente le ali e, quando questo non e' sufficiente, altre operaie trasportano gocce d'acqua che vengono spruzzate all'interno per dare più efficacia all'azione di ventilazione.
L’ unica ape che depone le uova è l’ ape regina.
Tutte le larve, api appena nate, vengono nutrite con la pappa reale.
In seguito, dopo 4 giorni, quelle destinate a diventare regine continueranno a venire nutrite con la pappa reale mentre le altre con il miele.
Il miele viene depositato in telai,
  nelle cellette e viene ricoperto
da cera per essere conservato più a lungo.
Questo dimostra come le api, oltre ad essere laboriose, siano anche intelligenti.
Per fare le uova, le regine, hanno bisogno dei fuchi
(i maschi delle api).
Questi ultimi servono anche per la difesa dell’ alveare perché producono rumore con le ali.
Sono le uniche attività ritenute utili dalle api che infatti li uccidono quando non li ritengono più necessari.
Il compito delle operaie è di andare sui fiori a succhiare il nettare, una sostanza che viene trasformata in miele.
Andando sui fiori si attacca alle loro zampette il polline, una sostanza energetica.
Alcune operaie si specializzano nel dare nutrimento alle larve o pupe.
Le operaie hanno una durata di vita molto breve : circa 24 giorni. (1)



Tutte queste notizie  erano necessarie per conoscere l'ambiente di Mielina.
Dunque, parliamo di lei:
essa è una graziosa ape operaia.
Le piace svolazzare di fiore in fiore,
giocare con le farfalle,
succhiare il nettare.

 Un gruppo di farfalline si stava divertendo intorno alla corolla di un fiore.
Mielina cominciò a canzonarle:
"Girate, girate, ma fra un po' io vi prendo,
arrivo in un attimo e non vi lascio più neanche una goccia del dolce nettare"
"Provaci!  e noi ti strapperemo le ali!"


 

per evitare discussioni si spostò allora su due
fiorellini lì accanto.
a volte le piaceva fare dispetti.
 
 


 
 

UNA sua sorella si era posata su una dalia.
mielina cominciò a svolazzarle intorno per disturbarla.
quella, però, impavida non se ne curava e continuava a
succhiare.
"Succhia, succhia, ma a casa il tuo miele me lo pappo io!"
A casa, quando nessuno la vedeva, andava a rubare la pappa reale alla regina.
I fuchi le facevano pena:
"Ma svegliatevi!, ribellatevi! Non sapete
che prima o poi vi ammazzano?
venite con me, vi faccio succhiare un po' di miele
così diventate forti e riuscite a fuggire."
Quei poveretti, ignari della sorte che loro sarebbe toccata,
non capivano: erano un po' tonti!
Neppure l'ascoltavano, ma il miele era buono
e piaceva anche a loro.
Guai se la capa operaia se ne accorgeva!
Mielina doveva scappare lesta, lesta.


Su un tavolo del giardino della casa accanto,
c'era un bel mazzo di fiori in un vaso.
Una graziosa farfalla azzurra l'aveva scorto
e si precipitò a svolazzarci sopra per succhiare il nettare.

Mielina vide la scena e pensò tra sé:
"Furba quella, avanza fatica nella ricerca,
aspetta che adesso arrivo io".
Detto fatto approfittò della situazione e cominciò a
lusingare la farfallina:
"Come sei bella, che bel colore hai,
vieni un po' qui che ti voglio ammirare."
La farfalla, un po' sciocchina e vanitosa ci cascò,
ma, mentre lasciava la sua preda, Mielina con un rapido
volo occupò il suo posto.
Il padroncino di casa, che aveva lasciato i fiori nel vaso,
volendo offrirli alla mamma per il suo compleanno,
cacciò via l'intrusa e poco ci mancò che la schiacciasse.
Mielina ci rimase assai male,
mentre la farfalla azzurra se la rideva a più non posso.
"Vedi cosa capita a chi troppo vuole?
ti sta proprio bene"
Poi se ne volarono via entrambe e Mielina ritornò
mortificata nella sua casetta.
Non aveva più voglia di lavorare e si mise tranquilla
in un angolino a riposare, mentre un pettirosso raccoglieva le briciole  cadute nel giardino.
 


 
 
 
 
 



NOTA: (1) Da http://www.provincia.padova.it/agricoltura/agri_insegna/a18.htm

 
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